Paolo Innarella
Flauto traverso, flauto basso e sassofono · Roma, Italia
Flautista jazz e sassofonista italiano. In SLOW — Ballads by the Lake suona il flauto traverso e il flauto basso.

Lo strumento ti resta attaccato alla pelle
Oltre che flautista sono anche sassofonista. Come posso dire, quando cresci suonando uno strumento ti resta attaccato alla pelle, diventa parte di te. Io ho iniziato a suonare il flauto all’età di 9 anni, nella banda municipale di Lacedonia, paese del sud Italia.
Flauto e sassofono
Quando ho registrato il mio primo album c’era Lutte alla chitarra e la maggior parte dei brani erano con il sax tenore e soprano. Due soli brani li ho fatti con il flauto, e mi è sempre piaciuta la sonorità che veniva fuori nell’impasto sonoro tra il suono di Lutte e il flauto. Quel suono mi era rimasto dentro come un bellissimo ricordo. Il lago e l’invito di Lutte hanno fatto il resto.
Il lago, e questo disco
Registrare significa il più delle volte stare in un luogo senza finestre, illuminato solo da luci elettriche. Questa volta è stato l’opposto — e dopo quasi quarant’anni a Roma l’ho sentito subito nel modo in cui suonavo.
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Paolo ha iniziato come flautista classico e si è diplomato con il massimo dei voti in flauto traverso, prima di passare al sassofono e al jazz. Ha suonato in festival italiani e internazionali con Mike Mainieri, George Garzone, Eddie Henderson, Mick Goodrick e Ares Tavolazzi. Ha pubblicato album di sue composizioni — “Melodic Art”, “Le Jardin Perdu”, “Mouche Bulle” — e scritto musica per il cinema, tra cui la colonna sonora di “Un paese ci vuole” di Vanni Vallino e, con altri, “Oasi” di Michele Bortone, presentato alla Mostra del cinema di Venezia.